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venerdì 22 febbraio 2013

FAMIGLIA? CAMBIAMO LA LEGGE TALEBANA DI STORACE APPROVATA NEL 2000, ZINGARETTI SI IMPEGNI
















In una campagna povera di contenuti, quasi nessuno ha posto un problema che riguarda migliaia di cittadini del Lazio. Abbiamo ancora una legge sulla famiglia, quella del 2000, approvata da Storace, che esclude tutte le coppie non sposate e i genitori single  con figli dalle politiche sociali su casa, assistenza agli anziani e ai disabili, e da ogni benefit regionale che rigarda la famiglia. Per intenderci, un figlio disabile, se non ha genitori spostati e di sesso diverso,  non può usufruire delle forme di assistenza previste dalla regione.

Questa legge, che nei suoi riferimenti all'embrione e all'unione uomo-donna, sembra scritta oltretevere da chi recentemente si e' dimesso, è  un provvedimento ormai a dir poco talebano, che esclude dal welfare regionale le migliaia di coppie conviventi etero e omosessuali, riconosciute in italia dalla legge sulla famiglia anagrafica. Talmente restrittivi sono i criteri che negli ultimi anni la il budget messo a bilancio non è stato nemmeno esaurito, nonostante l'ampio bisogno di politiche sociali che si respira in ogni dove.

La vera battaglia per i diritti LGBT cosi come per i diritti di tutte le coppie, deve ripartire da qui: pretendiamo in impegno concreto da Zingaretti per l'abolizione di questa legge, visto che 5 anni di centrosinistra tra il 2005 e il 2010 non sono riusciti a cambiarla. Senza tutto questo, provvedimenti come i registri delle unioni civili o eventuali riconoscimenti particolari rischiano di essere delle scatole vuote e di leggittimare un'idea di diritti minoritari e di serie B.

giovedì 21 febbraio 2013

OGGI AL MIUR, NUDO CONTRO IL DECRETO PROFUMO






Oggi sono rimasto diverse ore davanti al MIUR, volutamente da solo, con un cartello che mi raffigura nella condizione in cui questo Governo sta lasciando gli studenti e di conseguenza il Paese, cioè soli e nudi. Approfittando della sessione d'esami con gli  studenti casa a studiare e di una campagna elettorale che è purtroppo drogata da argomenti superficiali e propagandistici, quando non surreali, il ministro sta provando a far varare un decreto last minute che riforma il diritto allo studio in maniera disastrosa. Per il momento il parere della Conferenza Stato-Regioni è stato rinviato al 28 febbraio, grazie anche alla battaglia trasversale in CNSU (consiglio nazionale degli studenti)  ma si tratta di un provvedimento che va assolutamente bloccato, in quanto  riduce l'importo delle borse per i fuori sede del 30%,  riduce la soglie ISEE sotto i 20.000€, tagliando fuori altri 30-40mila borsisti nei prossimi mesi, raddoppia i parametri di merito, i crediti necessari per ottenere il rinnovo della borsa a partire dal secondo anno, senza tener conto di chi lavora.  Insomma, stiamo riducendo drasticamente l'accesso alla conoscenza rendendolo elitario e classista, tutto questo nel Paese già con meno borsisti d'europa, meno servizi agli studenti e le tasse tra le più alte in assoluto. 

martedì 19 febbraio 2013

ELEZIONI, SCANDALOSE NOMINE POLVERINI, MA NESSUNO DICE COME SELEZIONARE DIRIGENTI

Sembrano tutti d'accordo, Zingaretti, Storace e Bongiorno, contro le nomine dell'ultima ora di Renata Polverini, che sta piazzando i propri adepti nominando in extremis ben 10 dirigenti. 
L'operazione della governatrice uscente è scandalosa, ma bisogna andare oltre è aprire un dibattito serio sulle nomine dei dirigenti. Non basta condannare quel marcio di delinquenza e incompetenza oltre ogni limite che ci siamo ritrovati fino ad ora. Bisogna stabilire delle regole nuove di trasparenza e dei criteri di selezione che tengano conto delle competenze e rendano visibili tutti i conflitti di interesse.


 Le future nomine dovranno essere accompagnate da avviso pubblico, in modo che la cittadinanza possa giudicare non solo l'operato ma anche il profilo e la biografia politica di chi viene nominato. Mi batterò personalmente, insieme a Rivoluzione Civile e alle associazioni dei cittadini, affinchè le future nomine in settori strategici come ad esempio il diritto allo studio e le politiche per lo sviluppo valorizzino gente capace e competente. Il Lazio ha disperatamente bisogno di persone preparate e capaci, che sappiano programmare il futuro, utilizzare i fondi europei, ridurre gli sprechi e affrontare in particolare la questione drammatica dell'accesso alla conoscenza nella nostra regione.

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